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UN NOME DEGNO DI FIDUCIA

“E lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero, che confiderà nel nome dell’Eterno” (Sofonia 3:12)

Quando la vera religione è in procinto di scomparire tra i ricchi, essa trova asilo tra i poveri di questo mondo, che risultano ricchi di fede. Anche adesso il Signore può contare sul Suo residuo fedele. Sono uno di questi? Spesso è proprio attraverso l’afflizione e la povertà che gli uomini imparano a confidare nel nome del Signore. Chi non ha denaro è costretto a verificare cosa può ottenere con la fede. Chi non ha nessuna stima per il proprio nome, agisce in modo saggio appoggiandosi su un altro nome, il migliore dei nomi, quello del Signore. Dio avrà sempre un popolo che confida in Lui, e questo sarà quasi sempre un popolo afflitto e povero. Per quanto il mondo si dia poco pensiero di loro, questi vengono lasciati in mezzo alle nazioni come uno strumento di indicibili benedizioni. Il popolo di Dio è il sale che preserva e frena la corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza. Questo popolo umile ed apparentemente povero, è in realtà ricco e potente perchè ha come giuda e re il potente vero Dio che signoreggia sù tutto e ogni cosa.

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IL RISVEGLIO

Cos’è il risveglio nella Bibbia, come si è manifestato nella storia e come si può vivere anche oggi: nella vita individuale e nella chiesa

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Le definizioni del termine “risveglio” sono diverse. Alcuni sinonimi ci aiutano a spaziare sul suo reale significato: rinascita, rinnovamento, riviviscenza. Il tutto suggellato da un cambiamento radicale degli individui grazie a conversioni genuine, un ritorno alla Bibbia e un profondo rinnovamento della vita spirituale determinato da una consacrazione autentica e un servizio zelante. Esperienze ben diverse da mere manifestazioni di stampo entusiastico, ma vuote di contenuti autenticamente spirituali.

RICORDO, RAVVEDIMENTO, RITORNO

Citando Apocalisse 2:5, lo scrittore e predicatore evangelico Vance Havner ha, tra le altre definizioni, dichiarato che “il risveglio è una chiesa che ricorda, una chiesa che si ravvede e una chiesa che ritorna a fare le opere di prima. Le Efeso moderne possono essere ortodosse e attive, ma anche molto lontane dal primo amore. Perciò essa deve avere una mente risvegliata attraverso una memoria che si rende conto del proprio reale stato spirituale. Il risveglio, perciò, inizia con la memoria e prosegue con il ravvedimento – altrimenti non si va da nessuna parte – soltanto poi ci si troverà nella condizione di ritornare a compiere le opere di prima, anche se questo vuol dire far saltare i nostri programmi, bloccando tutta la macchina operativa messa in moto con il nostro sterile attivismo” [Revival – Pepper and Salt].

Esaminiamo più da vicino questo versetto:

  1. Il risveglio si origina dal RICORDO: “Ricorda dunque da dove sei caduto …” (cfr. Ezechiele 16:61-63; 20:43, 44; 36:31; II Timoteo 2:14, 15; Ebrei 10:32, 33; II Pietro 1:12, 13; Giuda 3-5, Apocalisse 3:3).
  2. Il ricordo porta al RAVVEDIMENTO: “Ravvediti …” (cfr. I Re 8:47-50; II Cronache 7:14; Giobbe 42:6; Ezechiele 18:30; Matteo 3:2; Atti 8:22, 23; Apocalisse 2:16; 3:3, 19; 9:20, 21; 16:9).
  3. Il ravvedimento conduce a un RITORNO a Dio e alle cose semplici e originarie di prima: “… e compi le opere di prima …” (cfr. Apocalisse 2:4; I Samuele 7:3-6; Geremia 2:2, 3; Ezechiele 14:6; Gioele 2:12, 13; Zaccaria 1:3; Osea 14:1, 2; Malachia 3:7).

Ovviamente, la reazione del credente è fondamentale in tale processo perché essa determinerà l’opera del Signore di rinnovamentoo di rimozione della Sua presenza, del Suo Spirito: tragica prospettiva per chi non si ravvede (cfr. Salmo 51:10-12 vs. I Samuele 4:21, 22; Giudici 16:20).